L’arte della preparazione

Per fare un buon tè, si richiede molta cura nella preparazione per poter esaltare tutte le sue straordinarie qualità. Non c’è quindi, un solo metodo di preparazione, ma ne esistono diversi, ed ognuno rispecchia le tradizioni e la storia del proprio popolo e questo cambia da paese a paese e da tipo di tè a tipo di tè.

Metodo Cinese

La Cina è la patria del tè, dove nel corso dei secoli questa bevanda ha fatto parte della storia del popolo cinese. L’arte di bere il tè in Cina ha subito nei secoli diverse trasformazioni: nel periodo della dinastia Tang (618 – 907) le foglie di tè venivano bollite, mentre nel periodo della dinastia Song (960 – 1279), il tè veniva ridotto in polvere e frullato nell’acqua e infine nella dinastia Ming (1368 – 1644), in cui si iniziò a bere il tè per infusione. Oggi il metodo usato per la degustazione dei tè bianchi e dei tè verdi più pregiati viene chiamato Kung – fu, un modo di dire che non si applica solo alle arti marziali, ma a qualsiasi attività che comporta una particolare maestria ed abilità. Occorre una attrezzatura ben precisa, costituita da un set da tè di ceramica Yixing (una particolare ceramica cinese composta da tre strati d’argilla) di dimensioni estremamente piccole (teiera non più grande di un’arancia), un Tea – caddy, un vassoio – serbatoio per mescolare l’acqua, tre o quattro minuscole tazze di terra cotta, o di porcellana bianca ed altri minuscoli utensili, che insieme alla disposizione degli ospiti e del padrone di casa completeranno l’arte del Kung – fu. Nella preparazione della teiera, viene preventivamente scaldata con l’acqua calda per ottenere da subito una giusta temperatura: dopo occorre riempire la teiera con le foglie di tè quasi per metà e aggiungere acqua bollente. Aspettare pochi secondi e buttare via questa prima infusione. Riempire di nuovo la teiera con acqua calda, e dopo circa 30 secondi, durante i quali bisogna provvedere a riscaldare anche le tazzine, il tè può essere servito nelle minuscole tazzine per una degustazione molto centellinata. A questo punto l’nfusione si può ripetere per altre due volte, diminuendo il tempo di infusione.

Metodo Giapponese

Oggi in Giappone, il tè viene bevuto in maniera simile a quella cinese, facendo sempre attenzione ai tempi d’infusione e alla temperatura dell’acqua. Il Giappone è noto soprattutto per la famosa cerimonia del tè chiamata Cha – No -Yu. Qui l’arte del tè assume una dimensione che va al di là della singola tradizione culturale, diviene una vera e propria filosofia di vita. Questa cerimonia viene ancora tramandata di generazione in generazione ed esistono apposite scuole dove la si impara accuratamente. Ogni particolare in questo rito ha una importanza basilare: gli ospiti arrivano alla casa del tè (sukiya) lungo un sentiero speciale (roji) e si preparano per la cerimonia nella saletta d’aspetto (yoritauk). Entrano carponi nella stanza del tè attraverso un piccolo passaggio, viene loro offerto uno spuntino leggero (kaiseki) prima di rientrare nella saletta d’aspetto o andare in giardino. Al suono di un gong gli ospiti ritornano nella stanza del tè dove il maestro del tè ha approntato ogni cosa per la cerimonia. Egli pulisce ogni utensile, poi mette tre palette di polvere di tè verde (matcha) in una ciotola. Aggiunge, dopo una lenta ebollizione, acqua calda, quindi agita il tutto producendo un tè schiumoso color verde smeraldo. L’ospite sorseggia il tè, asciuga il bordo della ciotola e la passa all’ospite più vicino. Allora il maestro del tè prepara una seconda infusione più leggera che viene servita in ciotoline individuali, e lascia gli ospiti ai loro discorsi e ai loro pettegolezzi.

Metodo Russo

Anche se la Russia non è una grande produttrice di tè, questa bevanda è una vera e porpria istituzione, che accompagna la vita di tutti i giorni. Dire tè vuole dire Samovar, uno speciale bollitore dalle forme e misure più diverse, che serve per mantenere l’acqua sempre calda. Il Samovar permette di poter servire una tazza di tè con estrema rapidità; infatti viene tenuta sopra al Samovar una teiera con una infusione molto concentrata (metà tè e metà acqua) da diluire nella tazza a proprio piacimento con l’acqua del bollitore.

Metodo Europeo

Qui la storia del tè ha origini più recenti, e quando parliamo di tè in Europa non possiamo altro che citare l’Inghilterra e la Francia. La prima ha il merito dei aver diffuso la bevanda e di averne fatto un simbolo nazionale (civiltà delle Cinque), la seconda si è specializzata nell’arte di berla. Sicuramente per preparare una buona tazza di tè sono validi, oltre alla qualità del tè, tre aspetti fondamentali: il tipo di acqua usata, la sua temperatura, i tempi di infusione. Per quel che riguarda l’acqua è bene sapere alcune cose: le acque troppo alcaline causano l’ossidazione e la precipitazione dei polifenoli rendendo l’infuso insipido e stantio; se l’acqua contiene troppo ferro l’infuso diventa scuro e perde una parte del suo valore nutrizionale. è doveroso quindi utilizzare acqua oligominerale o minerale leggera oppure anche depurata. è importante non lasciare bollire troppo l’acqua; si perderebbe ossigeno e il tè risulterebbe piatto. Pertanto occorre acqua bollente ma che non abbia bollito troppo a lungo, altrimenti il tè acquista l’odore caratteristico del vapore e il sapore dell’acqua cotta. Per quanto riguarda la temperatura dell’acqua occorre avere una particolare attenzione per i tè verdi pregiati e bianchi, i quali non gradiscono acqua a 90°C, che potrebbe cuocere le tenere gemme; occorrerà utilizzare acqua a 70°C, in teiere di dimesioni più piccole (200 – 300 cc). Per il resto dei tè occorrerà acqua a 90°- 95°C, che fa sprigionare tutti i componenti del tè dentro la tazza. I tempi di infusione variano a seconda del tè desiderato e sono di estrema importanza per la riuscita di un buon tè: si può andare dai pochi minuti dei tè neri Broken (2 – 3) fino ai 15 minuti del tè bianco. Mediamente comunque, compresi i tè verdi è consigliabile un’infusione di 3 – 4 minuti. Per quanto riguarda l’uso del latte, dello zucchero, del limone le opinioni sono contrastanti. I veri Tea – Taster degustano il tè puro, senza aggiunta, ma va detto che per i tè neri e semifermentati una punta di zucchero è quasi d’obbligo. Una nuvola di latte si sposa bene con i tè neri di Ceylon e dell’India, molto forti e vigorosi, mentre per il limone c’è da considerare che altera completamente il sapore del tè e ne modifica attraverso l’acido citrico la composizione chimica. Quindi per preparare una buona tazza di tè occorre avere oltre ad un servizio, un bollitore dove far bollire l’acqua facendo attenzione a non lasciarla bollire troppo. Riscaldare la teiera con acqua calda, che eliminerete, quindi versare l’acqua del bollitore facendo attenzione alla temperatura desiderata dal nostro tè, introdurre il tè e lasciare il tempo giusto di infusione. Versare poi nelle tazze e accompagnare con dolcetti, fette di torta, o da stuzzichini salati (tramezzini, torte salate, etc.)

Come si prepara un tè a basso contenuto di teina

Quando si vuole bere un tè con basso contenuto di teina, invece di ripiegare sul solito tè deteinato in bustina e di bassa qualità, è consigliabile questo metodo semplicissimo. Preparare l’occorrente per fare un tè e dopo aver versato l’acqua calda nella teiera, aspettare due minuti e gettare via l’infuso. Aggiungere nuovamente acqua calda ed aspettere i normali tempi d’infusione. Avrete così ottenuto un tè a basso contenuto di teina, alcaloide che a contatto con l’acqua fuoriesce immediatamente e che così avrete in gran parte eliminato.

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