Cina

STORIA

Sebbene l’arte di preparare il tè si sia certamente sviluppata in Cina, nessuno sa con esattezza a quale periodo risalgono le sue origini.
Leggende popolari a parte, si può affermare con una certa sicurezza che il tè era già noto all’epoca dei tre Regni (227 – 277 d.C.) Durante il periodo delle Sei Dinastie (386 – 589 d.C.), l’abitudine di bere il tè si diffuse rapidamente nelle regioni meridionali della Cina e, più lentamente, in quelle settentrionali.

Possiamo supporre che la prima miscela di tè risalga agli albori dell’epoca cristiana; ma fu soltanto durante la dinastia T’ang (618 – 907 d.C.) che l’arte del tè assunse la sua piena dignità prendendo così posto accanto alle altre arti: pittura e scrittura, poesia e musica, etc.
Il tè, bevuto da principio per le sue proprietà medicinali, era già divenuto popolare come bevanda negli ambienti di corte fin dai primi anni della dinastia T’ang ed è facile dedurre che questa usanza si sia diffusa in ogni ceto sociale, poiché fu presto adottata anche dai nomadi tartari, mongoli, turchi, tibetani, che vivevano ai confini dell’Impero. Anzi, questa bevanda divenne elemento essenziale della loro alimentazione, consistente in carne e derivati del latte; il tè, consumato in grandi quantità, si rivelò un valido rimedio contro le malattie dovute a carenza di verdura e frutta.

Fu in questo periodo che grazie a un dignitario di corte: Lu Yu, chiamato il Signore del tè, descrisse la prima opera di vasta portata sul tè, nota come Ch’a Ching o Tea Classic, dove venne codificata l’arte del tè propriamente detta. Inoltre fu introdotto, da parte del governo centrale, ” il tributo del tè “, dove le qualità migliori di tè venivano riservate alla corte imperiale. Il tè di prima scelta era riservato all’uso personale del figlio del cielo, quello di seconda scelta era riservato alle migliaia di dame residenti nel palazzo e ai membri della famiglia imperiale, mentre la parte restante veniva donata agli ufficiali di alto rango.
Nel corso della dinastia T’ang, e di quelle successive, le quantità del tributo crebbe con straordinaria rapidità, causando privazioni ai contadini che lavoravano nelle zone di produzione; tuttavia questo fenomeno fu molto positivo per l’economia; fece aumentare la coltivazione del tè che si diffuse così in quasi tutte le province, e diede un notevole impulso allo sviluppo della ceramica. Durante l’epoca T’ang, il tributo in tè era costituito da foglie compresse in tavolette.
Per il popolo, il tè era disponibile in quattro forme: grezzo, in foglie sfuse, ridotto in polvere, in tavolette. Poiché l’arte del bricco non si era ancora sviluppata, per far bollire l’acqua si usava una specie di bottiglia di terracotta. In questa bottiglia veniva preparato un brodo che oltre al tè, spesso conteneva anche altri ingredienti: cipolla, zenzero, menta. Al posto della tazza da tè si usavano delle ciotole, prima in legno, poi in ceramica. Nelle case aristocratiche, i servizi da tè erano a volte fabbricati in oro cesellato, o in argento, però, i maestri del tè sconsigliano l’uso del metallo.

Alla caduta della dinastia T’ang, gran parte della Cina fu governata dagli invasori tartari. Nell’anno 960, ebbe inizio la dinastia Sung che regnò fino al 1280. La dinastia Sung, giunse quasi ad eguagliare in splendore la dinastia precedente; l’arte del tè raggiunse nuove vette grazie all’impulso dato dai suoi imperatori. Le numerose qualità di ottimo tè prodotte fino a quel momento nella Cina meridionale, soprattutto nella provincia di Fukien, benché nell’epoca T’ang fossero appena conosciute, nel periodo Sung divennero la principale fonte di rifornimento per il tributo del tè.
Il tipo di tè più pregiato fu chiamato Pei – Yüan, dal nome del più famoso dei quarantasei giardini imperiali, ognuno con propri forni e con le attrezzature necessarie per la lavorazione delle foglie. Il raccolto cominciava all’inizio di marzo; inoltre, il tè conservava tutta la sua fragranza se lo si raccoglieva ancora ricoperto di rugiada mattutina. Le raccoglitrici, guidate da segnali di tamburo o di piatti, dovevano quindi lavorare nelle fredde ore che precedono l’alba. Queste fanciulle estremamente abili, dovevano avere le unghie non troppo corte né troppo lunghe perché, per raccogliere le foglie, si usavano le unghie (non le dita) in modo da evitare qualsiasi contaminazione dovuta al sudore e al calore. Tutte le ragazze avevano gerle legate alla schiena, alcune trasportavano brocche d’acqua per il frequente lavaggio delle unghie, altre, con secchi pieni d’acqua, restavano vicine alle compagne per rinfrescare le foglie appena raccolte.
Dopo il levar del sole, le giovani selezionavano il raccolto in cinque categorie chiamate “germogli piccoli”, “germogli medi” (con una sola foglia su ogni stelo), “germogli purpurei” (con due foglie su ogni stelo), “due foglie con germoglio” e “cime di gambi”. Le prime due categorie erano destinate al tributo del tè, le restanti venivano vendute al mercato delle autorità. Si produceva, quindi, appassimento con il vapore delle foglie che, arrotolate ed essiccate, erano sminuzzate e la pasta ottenuta, pressata in forme di metallo, veniva arrostita nel forno. Questa operazione era effettuata ripetutamente nell’arco di 6 – 12 giorni, dopodiché il tè veniva immediatamente raffreddato con una potente ventilazione.

I valori delle qualità più pregiate erano:

  1. Senza prezzo
  2. Due once d’oro
  3. Un’oncia d’oro
  4. Mezza oncia d’oro alla tavoletta, ognuna delle quali stava comodamente nel palmo della mano.

Anche se il tributo conservava la forma di tavolette, il tè in foglie sfuse, come si usa oggi, stava acquistando popolarità. Comunque il metodo più usato per la preparazione della bevanda, rimaneva quello in uso nella dinastia T’ang. Le ceramiche che, largamente usate come accessori per il tè, ebbero uno sviluppo straordinario, tanto che le ceramiche Sung restano una delle meraviglie del mondo. La ciotola in ceramica restava il principale utensile da cui sorseggiare il tè. Le migliori, provenienti da Fu-An, nella provincia di Fukien, erano di un nero viola con linee sottili come peli di coniglio.

Dopo il periodo Sung, l’impero fu governato dai mongoli per 84 anni. In seguito, salì al potere la dinastia Ming (1368 – 1644) che cercò di far rivivere gli antichi fasti. Fu nel tardo periodo Ming che il tè giunse per la prima volta, in Europa. Durante la dinastia Ming, l’arte del tè rispecchia fedelmente le tradizioni Sung, anche se avvennero alcuni cambiamenti. Rapidamente si diffuse sempre più l’uso del tè in foglie, abitudine tramandata fino ai giorni nostri.
La teiera rimane il recipiente ideale per lasciare il tè in infusione e la ciotola poco profonda chiamata Chien, continuò ad essere usata per berlo, lasciando solo più tardi il posto alla tazza. Il bricco soppiantò completamente la “bottiglia” per far bollire l’acqua e da quel momento, questa divenne nient’altro che un contenitore in ceramica per conservare le foglie del tè. Durante la dinastia Ch’ing o Manciù (1644 – 1911), le tradizioni Sung e Ming vennero conservate. Se in epoca T’ang il tè si diffuse in Giappone e in Corea, durante la dinastia Ch’ing, l’abitudine di bere il tè si diffuse in tutto il mondo. Grazie ai semi portati dalla Cina, fu possibile impiantare una fiorente industria del tè in India (nel 1834) e nello Sri Lanka (verso il 1870), anche se il tè prodotto in questi paesi viene lavorato diversamente da quello cinese per soddisfare le richieste di acquirenti non cinesi.

Le trasformazioni più importanti che riguardano il tè cinese in epoca moderna sono: lo sviluppo come importantissima zona di produzione di tè dell’isola di Taiwan, avvenuta da quando nel continente vige il regime comunista; la progressiva diffusione dei mezzi meccanici nella lavorazione, ed una notevole diminuzione del consumo del tè dovuta, nel continente cinese, alla povertà e, alla crescente preferenza per il caffè. Inoltre, il caffè solubile, sul mercato da diversi anni, adatto ai ritmi veloci della vita moderna e le bevande a base di cola sono ormai diffuse ovunque, contribuendo ad allontanare i giovani dalle antiche tradizioni.
Nella Cina comunista, il tè svolge ancora il suo ruolo tradizionale a livello ufficiale; inoltre, il tè caldo viene servito sui treni e sugli aerei. Nelle stanze dei migliori alberghi, ci sono sempre pacchetti di ottimo tè e termos di acqua calda. è ancora possibile gustare tè famosi nelle zone di produzione presso alcune sorgenti di montagna di grande importanza storica. A questo punto, però, si esaurisce ogni analogia con il passato.

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